Olimpiadi: dove, come, quando e perchè?

Recentemente tra le varie notizie, ultimamente più brutte che belle, mi sono imbattuto in un articolo che diceva : “Londra 2012: Vezzali portabandiera azzurra”. Premesso, ormai lo sapete, che non sono un gran sportivo, però seguo gli Azzurri e tra Europei e Olimpiadi sarà un inizio d’estate intenso.

Vi siete mai chiesti dove, come, quando, e perché sono nate le Olimpiadi? Ora faccio un po’ il “professore” e vi racconto due cosucce: le Olimpiadi, meglio definirli giochi, hanno origini lontanissime, il primo documento scritto parla di una grande festa con una sola gara di corsa, insomma nulla a che vedere con quelle di oggi. Se la memoria non mi inganna siamo intorno al 776 a.C. e da quel momento in poi i giochi divennero importanti in tutta la Grecia e alla corsa si aggiunsero molti altri sport.

Il tutto durava sette giorni, periodo in cui ogni conflitto bellico veniva sospeso, in parole povere grande festa in tutta la Grecia in cui non si perdeva occasione per ringraziare gli dei. I vincitori delle gare erano oggetto di ammirazione da parte di tutti (venivano incoronati con corone d’ulivo e immortalati in statue), oggi diciamo che fanno più notizia per le loro liasons amoureuses. Ora come allora, i giochi si svolgevano ogni 4 anni, e il periodo che passava tra una “manifestazione” e l’altra veniva definito appunto Olimpiade.

A differenza dei Giochi Olimpici moderni, solamente gli  uomini liberi e che parlavano greco (mi immagino se la regola valesse oggi) potevano partecipare alle celebrazioni. Le donne non erano ammesse e nemmeno potevano assistere alle gare (se lo sapesse ShelovesBeer..). Si narra che la prima donna a partecipare, per la cronaca una certa Cinica, lo fece travestendosi da uomo. Fino al 1900 le donne ne rimasero escluse, per questo è una conquista, non che motivo di orgoglio, vedere che il nostro tricolore sarà portato da una donna.

Si mormora che Platone, proprio in occasione  di un banchetto durante i Giochi, avrebbe detto: “Deve essere stato un uomo saggio a inventare la birra”. Se fossimo nati nella stessa epoca io e Platone saremmo stati grandi amici. Secondo voi avrebbe apprezzato una Heineken ghiacciata mentre tifava per il suo atleta preferito? Per me sì…. J

Un ultimo consiglio letterario: se siete appassionati di Olimpiadi, sport in generale e della City, non perdetevi “Oro, incenso e Birra. Le olimpiadi di Londra” di Antonio Caprarica per conoscere il “paradosso inglese” ovvero l’innata, irrefrenabile passione sportiva del popolo Inglese che scommette su qualsiasi sfida… e che sembra destinato a perdere ogni gara importante.

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Una Risposta a “Olimpiadi: dove, come, quando e perchè?”
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  1. [...] divertito a fare un po’ il professore e a cercare degli ‘insight’ storici sui Cinque Cerchi (qui), da sempre l’evento più seguito al [...]



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